E con chi potevo inaugurare il blog, se non con i LitFiba e
il loro mitico frontman, Piero “El Diablo” Pelù? Con un miliardo di altri
gruppi, certo, forse sarebbe stato anche meglio… Ma non importa, sono l’unico
gruppo italiano che mi sento di definire “Rock”, e questo rende loro onore. Perché
fare rock non significa soltanto mettere la chitarra in distorto e suonare due
accordi col volume al massimo (a meno che tu non ti chiami Angus Young, in quel
caso puoi fare tutto quello che vuoi, sarai sempre e comunque il mio idolo); il
rock è un mix di duro lavoro, tecnica e inventiva, che dà origine a melodie
sempre originali e variegate, che siano fatte con gli strumenti o con la voce.
Tornando a parlare dei LitFiba, vi fornirò alcune
informazioni essenziali: sono stati fondati a Firenze nel 1980, da Federico
Renzulli e Gianni Maroccolo. E basta. Perché non sono Wikipedia, e il mio scopo
è quello di farveli amare! (o quantomeno considerare...).
La loro caratteristica migliore? Le melodie “allucinogene”,
come mi piace chiamarle, ovvero quelle che suscitano nell’ascoltatore un mix di
pace interiore ed estraniamento dalla realtà. Come un trip, ecco. Ascoltatevi
“Vivere il Mio Tempo” o “Fata Morgana”, e capirete; anzi, ve ne parlo io.
“Vivere il mio Tempo” ha solo quattro accordi, in modo
dorico; adesso non voglio farvi una lezione sui modi, ma sappiate che sono
sette, uno per ogni nota della scala, e ognuno è caratterizzato da una sonorità
particolare. Il dorico ne ha una molto ‘spensierata e rilassante’, che già di
per sé contribuisce per metà alla magia di questa canzone. L’altra metà è data
dall’utilizzo di campionamenti e di grooves, che producono un suono che ricorda
il rumore del vento, ma con note ben definite. Lascio immaginare a voi
l’effetto che crea…
“Fata Morgana”, invece, meriterebbe di essere ascoltata solo
per l’introduzione in stile orientale, che ti proietta direttamente in una
sauna giapponese in stile Pirati dei Caraibi 3. La melodia orientale in sé non
l’hanno inventata loro, certo, ma decidere di fonderla a un brano rock è un’idea
brillante. Eccola l’originalità di cui parlavo prima! Segue un arpeggio cupo e
misterioso, forse per quel quarto dannato accordo che non sono ancora riuscito
a individuare, che appare fuori tonalità, ma non lo è affatto. Ultima ma non
ultima, la parte rockeggiante (sto avendo difficoltà a scrivere questa parola,
sarà giusta?): un giro di accordi che fanno da base a un assolo e al ritornello
(nella strofa ritorna l’arpeggio misterioso). Il tutto a mio parere molto
orecchiabile, ma in questo caso saranno i gusti di chi ascolta a decidere.
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| Guardate Piero, come si immedesima bene in un guerriero giapponese. Mi pare molto il ragazzino arciere nell'"Ultimo Samurai". O forse sua sorella... |
Altri brani degni di nota della band fiorentina sono:
- “Il mio Corpo che Cambia”, che conoscerete meglio di me immagino;
apprezzabile soprattutto la melodia fischiettata a inizio canzone, mi ricorda
molto i vecchi film western…
- “Louisiana”, un’altra canzone molto ‘sognante’: accordi mai marcati,
molto leggeri, sintetizzatore che simula ancora una volta il rumore del vento,
e ritmo blues alla batteria… Eccoci in viaggio in una strada infinta nel centro
degli Stati Uniti, circondati da rocce e deserto. Tremendamente evocativa.
Se siete amanti del rock più classico, invece, non fate mancare nella
vostra playlist “El Diablo”, “Regina di Cuori”, “Resta”…
In conclusione, i LitFiba sono uno dei pochissimi gruppi veramente rock
in Italia, e i più famosi. Sono un patrimonio Nazionale, non potete non
conoscerli!
(Consiglio: prendete l’Ipod, o quello che avete, mettetevi le cuffie,
stendetevi sul divano, chiudete gli occhi e sparatevi le canzoni sopra citate a
tutto volume: siete anche voi in Louisiana On The Road o in una sauna giapponese?)
La citazione di oggi è questa: “Vivere il tuo tempo, è starci bene
dentro” (LitFiba, “Vivere il Mio Tempo”).
Enjoy your Life and…
REGINA DI CUORIIIIIII
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