Buonasera,
mi scuso per la mia assenza in questa settimana, ma diverse
cause di forza maggiore mi hanno tenuto lontano dalla tastiera; cause che vi
andrò a elencare: per prima cosa, è iniziata la scuola, come per tutti, d’altronde,
ma dovete sapere che la mia sensibilità superiore alla media (il mio organismo
è composto per il 15% da sentimenti, contro il 5% delle persone comuni) mi ha
fatto vivere l’evento come un vero e proprio trauma.
Un altro motivo è l’estrema indecisione sull’argomento da
proporvi: volevo parlarvi dei Megadeth, in particolare dell’album “Rust In
Peace”, che io definirei, basandomi su qualità tecniche e di composizione, il
migliore di tutto il genere; per essere sinceri, non ci sono
melodie molto apprezzabili, è tutto molto veloce e (perdonami, o sommo Dave
Mustaine) rumoroso. Ma per gli appassionati del trash metal non c’è nulla di meglio.
La scorsa primavera ho seguito il talent show “The Voice of
Italy”. Ho assistito a tante belle esibizioni, ma un concorrente in particolare
ha suscitato il mio interesse: Giacomo Voli. Non so quanti di voi abbiano
seguito il programma, ma vi assicuro che non ha nulla da invidiare ai vari
Robert Plant (Led Zeppelin), Ian Gillan (Deep Purple) Rob Halford (Judas
Priest)… Voce limpida, potente, acuti ad ottave altissime, sempre molto
precisi. Basti vedere “Impressioni di Settembre” o “Rock ‘n’ Roll”, due delle
sue migliori performance durante il talent. Insomma, una voce rock come non se ne sentivano da 40 anni. Ecco, questo era l’altro argomento
di cui volevo parlarvi, con annessa digressione su tutti i grandi cantanti
degli anni ’70-’80.
Vi prometto che presto arriverà un articolo del genere.
Ma ecco il vero, unico, grande, grandissimo, enorme,
gigantesco, mastodontico motivo per cui in questa settimana sono stato meno
fantasioso di Ligabue nello scegliere gli accordi per le sue canzoni: sto
componendo una canzone!!! Ok dai, ve ne parlerò brevemente.
È una canzone principalmente folk rock (se non sapete cosa
sia il folk rock ascoltate l’album “Led Zeppelin IV”), con influenze epic metal
(poche) e funk (ancora meno). Ok, in realtà non ha contaminazioni con altri
generi, ma mi andava di dirlo. Sta di fatto che è suddivisa in tre parti,
sempre nella stessa tonalità (Mi maggiore), ma in modi diversi (cosa sono i
modi l’ho spiegato a grandi linee nell’articolo sui LitFiba, che vi consiglio
di leggere…). La durata totale è di circa 10 minuti. “Ma col cazzo che l’ascolto!”,
questa è stata la reazione di alcuni amici e familiari quando l'ho reso noto. Ma
non siate frettolosi nel giudicare: per prima cosa, tutte le canzoni storiche
delle band più famose durano molto, basti pensare a “Stairway to Heaven”, “Master
of Puppets” dei Metallica o “Child in Time” dei Deep Purple. Secondo, è come ascoltare
tre canzoni diverse di 3/4 minuti ciascuna, legate tra di loro da una continuità
di melodia. Comunque presto la sentirete, non appena io e il mio gruppo, beh…
il mio gruppo… che per ora è formato da... me, me stesso e quello che ha scritto
questo articolo… Va bè, prima o poi diventerà famosa e la sentirete.
Concludo, perché Morfeo mi si sta avvicinando a braccia
aperte (ho sonno, per chi non avesse capito).
Ecco la mia citazione: “Then I was inspired, now I’m sad and
tired” (“Gethsemane”, Ted Neeley, Jesus Christ Superstar), che è un po’ il
riassunto della mia situazione prima e dopo l’inizio della scuola.
Al prossimo articolo, che spero arrivi presto.

