lunedì 22 settembre 2014

IN DIFESA DELLA MIA ASSENZA

Buonasera,

mi scuso per la mia assenza in questa settimana, ma diverse cause di forza maggiore mi hanno tenuto lontano dalla tastiera; cause che vi andrò a elencare: per prima cosa, è iniziata la scuola, come per tutti, d’altronde, ma dovete sapere che la mia sensibilità superiore alla media (il mio organismo è composto per il 15% da sentimenti, contro il 5% delle persone comuni) mi ha fatto vivere l’evento come un vero e proprio trauma.

Un altro motivo è l’estrema indecisione sull’argomento da proporvi: volevo parlarvi dei Megadeth, in particolare dell’album “Rust In Peace”, che io definirei, basandomi su qualità tecniche e di composizione, il migliore di tutto il genere; per essere sinceri, non ci sono melodie molto apprezzabili, è tutto molto veloce e (perdonami, o sommo Dave Mustaine) rumoroso. Ma per gli appassionati del trash metal non c’è nulla di meglio.

La scorsa primavera ho seguito il talent show “The Voice of Italy”. Ho assistito a tante belle esibizioni, ma un concorrente in particolare ha suscitato il mio interesse: Giacomo Voli. Non so quanti di voi abbiano seguito il programma, ma vi assicuro che non ha nulla da invidiare ai vari Robert Plant (Led Zeppelin), Ian Gillan (Deep Purple) Rob Halford (Judas Priest)… Voce limpida, potente, acuti ad ottave altissime, sempre molto precisi. Basti vedere “Impressioni di Settembre” o “Rock ‘n’ Roll”, due delle sue migliori performance durante il talent. Insomma, una voce rock come non se ne sentivano da 40 anni. Ecco, questo era l’altro argomento di cui volevo parlarvi, con annessa digressione su tutti i grandi cantanti degli anni ’70-’80.

Vi prometto che presto arriverà un articolo del genere.

Ma ecco il vero, unico, grande, grandissimo, enorme, gigantesco, mastodontico motivo per cui in questa settimana sono stato meno fantasioso di Ligabue nello scegliere gli accordi per le sue canzoni: sto componendo una canzone!!! Ok dai, ve ne parlerò brevemente.

È una canzone principalmente folk rock (se non sapete cosa sia il folk rock ascoltate l’album “Led Zeppelin IV”), con influenze epic metal (poche) e funk (ancora meno). Ok, in realtà non ha contaminazioni con altri generi, ma mi andava di dirlo. Sta di fatto che è suddivisa in tre parti, sempre nella stessa tonalità (Mi maggiore), ma in modi diversi (cosa sono i modi l’ho spiegato a grandi linee nell’articolo sui LitFiba, che vi consiglio di leggere…). La durata totale è di circa 10 minuti. “Ma col cazzo che l’ascolto!”, questa è stata la reazione di alcuni amici e familiari quando l'ho reso noto. Ma non siate frettolosi nel giudicare: per prima cosa, tutte le canzoni storiche delle band più famose durano molto, basti pensare a “Stairway to Heaven”, “Master of Puppets” dei Metallica o “Child in Time” dei Deep Purple. Secondo, è come ascoltare tre canzoni diverse di 3/4 minuti ciascuna, legate tra di loro da una continuità di melodia. Comunque presto la sentirete, non appena io e il mio gruppo, beh… il mio gruppo… che per ora è formato da... me, me stesso e quello che ha scritto questo articolo… Va bè, prima o poi diventerà famosa e la sentirete.

Concludo, perché Morfeo mi si sta avvicinando a braccia aperte (ho sonno, per chi non avesse capito).

Ecco la mia citazione: “Then I was inspired, now I’m sad and tired” (“Gethsemane”, Ted Neeley, Jesus Christ Superstar), che è un po’ il riassunto della mia situazione prima e dopo l’inizio della scuola.


Al prossimo articolo, che spero arrivi presto.

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