PREMESSA ALLA
RUBRICA:
La scelta di una canzone da una raccolta di 500 brani non è
mai facile, soprattutto quando bisogna proporla a un pubblico ignoto, come in
questo caso, oppure quando sei in tram la mattina e hai a disposizione 15
minuti per scegliere quali saranno le 3 canzoni che renderanno più sopportabile
la puzza di sudore di quello seduto a fianco.
Quindi… cosa ti piace, lettore?
Un classico anni ’70 alla “Smoke On The Water”? Il trash metal dal ritmo
martellante? O preferisci un assolo folk di clarinetto?
Ci ho riflettuto a lungo, e ho elaborato un paio di considerazioni:
la prima, la più ovvia, è che non potrò mai accontentare tutti, quindi dovrò
andare per maggioranza: siccome nel mio articolo di presentazione ho
‘gentilmente’ invitato tutti i fan di cantanti/band spazzatura a curiosare
altrove, ho ristretto notevolmente la cerchia, facilitandomi il compito. A
questo punto, so per esperienza che attualmente il genere che va per la
maggiore è il pop/rock/punk/core/emo/alternative e chi più ne ha più ne metta:
sto parlando di band quali A Day to Remember, Blink 182, Bullet for My
Valentine… Dunque perché non parlare di una loro canzone? È molto semplice:
perché mi fanno abbastanza schifo (gusto personale, si intende), e parlare di
loro per un intero articolo mi priverebbe della gioia di scrivere e forse anche
di vivere.
Ho pensato di proporvi un classico, non a caso il più
gettonato fino a qualche ora prima di iniziare a scrivere era “Stairway to
Heaven” dei mitici Led Zeppelin; perché no? Perché la conoscete tutti, ecco
perché. Questa è una rubrica in cui vi propongo brani sconosciuti (a molti, non
a tutti), non classici che conosce anche il mio cane (per chi se lo chiedesse, non ho un cane), perché in tal caso il mio
tentativo di sponsorizzazione sarebbe superfluo.
Tutto questo per giungere ai criteri coi quali sceglierò
d’ora in poi le canzoni per la rubrica #AscoltatiQuestaStronzo: 1- deve
soddisfare i miei gusti musicali e 2- dev’essere relativamente sconosciuta.
Fine della premessa.
#AscoltatiQuestaStronzo: 15/09/2014
Ho deciso di parlare di “The Wizard” dei Black Sabbath, che
non è completamente sconosciuta, ma neanche tra le più famose. Appartiene al
primo, omonimo, storico album della band di Birmingham, pubblicato all’inizio
del 1970. Mi sembra scontato suggerirvi di ascoltarlo per intero.
La caratteristica più interessante della canzone è sicuramente
l’intro di armonica a bocca, strumento tipicamente blues: ha una sonorità che
attribuirei al Proto-Doom, un sottogenere dell’Heavy Metal molto tetro. La
melodia, formata da poche note, suona molto “lamentosa e cigolante”, e rievoca
un rituale magico nel profondo della foresta attorno a un falò (non a caso di
sottofondo all’armonica c’è lo scoppiettìo di un fuoco). Quando però si unisce la
chitarra elettrica, dal suono cupo, potente e distorto tipico delle prime sperimentazioni
Heavy Metal anni ’70, l’effetto è completamente diverso: la canzone sembra
trasformarsi in un blues rock molto ‘heavy’, grazie anche al ritmo conferito da
basso e batteria.
L’assolo che precede la strofa fa cambiare ancora una volta
orientamento alla canzone, questa volta verso l’Heavy Metal che tutti ci
aspettiamo da Tony Iommi (il chitarrista) e compagni, e che accompagnerà il
pezzo fino alla conclusione.
DI COSA PARLA?
Parla di un mago, guarda un po’! Un mago che cammina
silenzioso lungo una strada in un mattino nebbioso lanciando incantesimi per
sconfiggere il male e fare felici le persone. “Come Gandalf!”. Proprio così, la
canzone è ispirata al celebre stregone de “Il Signore degli Anelli”. Che bravi
ragazzi i Black Sabbath, direte. Ma non è tutto.
La canzone infatti si
riferisce anche a un altro tipo di mago e un altro tipo di magia…
![]() |
| Guardate come è felice Harry Potter grazie a questo tipo di magia... Di che cosa si tratterà? |
Esatto, “The Wizard” parla anche dello spacciatore di
fiducia della band; che pensiero carino da parte loro dedicargli una canzone! Sicuramente
originale…
Detto questo, mi trovo costretto a scovare anche un piccolo
difetto: la voce di Ozzy Osbourne! Mio caro, so bene che tu sei il padrino del
Metal, l’inventore eccetera eccetera, ma io la tua voce miagolante non riesco
ancora a digerirla, per quanto essa rappresenti una peculiarità di tutto l’album
e dei Black Sabbath in generale. Chiariamo: se a voi dovesse piacere, ne sarei
più che felice. Niente è oggettivo in musica.
Per chiudere, ecco il mio consiglio solo per voi:
Credete sempre nella magia, ma se vedete un uomo per strada
che dice di essere uno stregone e che vuole vendervi della magia in polvere…
beh… è meglio non credergli.
Al prossimo articolo

Neanche io la digerisco la voce di Osbourne!
RispondiEliminaovviamente è un parere personale, ma ci sono cantanti di gran lunga migliori. a Ozzy bisogna però attribuire il merito (non da poco) della creazione del genere diventato il pilastro di tutta la musica dei decenni successivi
RispondiElimina